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    Agriturismo Le Pradine

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    Centro Ippico Le Pradine

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    Come nascono Le Pradine di Anna e Francesco Soncini Sessa.

    130 anni di storia della tenuta, dalle origini ad oggi. Una storia che ci ha aiutato a capire profondamente un territorio e a realizzare il progetto dell'Oasi Naturale Le Pradine.



    L'Agriturismo Oasi Naturale Le Pradine, con circa 170 ettari di terreno, è parte di un'antica Tenuta acquistata nel 1872 da bisnonno Carlo Sessa, imprenditore lombardo noto per aver creato in Italia l'industria per la produzione dell'alcool, del ghiaccio artificiale e per essersi prodigato a favore dell'utilizzo tessile della canapa e della seta.

    La Tenuta, denominata 'Sessa', costituita da 550 ettari di terreno, era di proprietà della famiglia Morardet, e nel 1700 del Cardinale Pompeo Aldrovandi, con una estensione totale di circa 1000 ettari. Le abitazioni, faticosamente raggiungibili, erano una ventina, diroccate e cadenti ma tutte provviste di stalla. Gli scoli non esistevano, tanto che in alcuni terreni invasi dalle acque per la maggior parte dell'anno era possibile accedervi solo in barca. Buona parte del terreno era  sabbioso, poichè aveva già subito una delle prime rotte del fiume Reno.

    Carlo Sessa, e successivamente il figlio Rodolfo e il nipote Luigi Sessa, si prodigarono per la realizzazione di un progetto di bonifica e sistemazione, abbattendo le vecchie alberature e attuando una nuova sistemazione del terreno. Nel 1875 inizia la costruzione immobiliare, il rifacimento di vecchi fabbricati e, negli anni successivi, la creazione di nuove case e stalle. Data la difficoltà a procurarsi i mattoni, venne creata nel 1883 una fornace, chiusa nel 1911. Nel 1878 venne costruita una filanda per la lavorazione della seta, poiché in azienda c'erano 6000 gelsi a grande sviluppo lungo le cavedagne trasversali, le cui foglie venivano utilizzate per l'alimentazione dei bachi. Il sistema di conduzione dell'azienda agricola, all'atto dell'acquisto, era la mezzadria con 19 colonie, divenute 22 nel 1915, con una superficie media di 25 ettari per colonia.

    Ogni famiglia provvedeva alla conduzione del fondo avuto dalla proprietà. Le case coloniche erano dotate di vani di abitazione, una stalla, un fienile, una legnaia e un ricovero attrezzi. Nelle loro stalle erano presenti vacche di razza romagnola, utilizzate per tutti in lavori di aratura, semina, pareggiatura, erpicatura. Solo alla fine della seconda guerra mondiale, gli animali sono stati sostituiti dai primi mezzi meccanici.

    L'azienda era dotata di un Centro Aziendale costituito da un salone per corsi d'istruzione ai dipendenti e corsi di cucito per le donne, un sottocentro di fecondazione, una cantina, cinque pollai, un magazzino per il ricovero delle materie prime, due magazzini per il ricovero delle macchine agricole e una stalla con 38 vaccine lattifere e vitellame.