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    Agriturismo Le Pradine

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    Centro Ippico Le Pradine

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    Saba Acetificata

    Una grande azienda agricola destinata a culture quali erba medica, mais, frumento, e produzione di noci californiane Lara, legname, vino, miele, grappa e saba acetificata.

    Con questo prodotto desideriamo proporre i profumi, i sapori e il sapere dell'antica tradizione culinaria rinascimentale ferrarese, nel sottotetto di un ex fienile: la Bottaia di Messisbugo, perché nel Rinascimento, Ferrara fu una delle più splendide corti d'Europa, dove tutta la vita di corte era nobilitata dai maggiori ingegni dell'arte e della poesia di quel secolo.

    A imbandire i sontuosi banchetti ferraresi, erano la sapienza gastronomica, il gusto scenografico, la cultura e le capacità organizzative di uno “scalco” di eccezione, Cristoforo di Messisbugo. Erano cene-spettacolo, che duravano fino al mattino e nel corso delle quali, alle decine di portate, si alternavano cantanti, suonatori, danzatori. La cucina agrodolce, caratteristica di corte estense, è ottenuta impiegando due ingredienti: aceto forte e saba.

    Nella nostra Azienda Le Pradine abbiamo semplicemente perseguito una tradizione, non solo rinascimentale, ma anche contadina, descritta con fascino nel libro dello scrittore Nerino Rossi “La neve nel bicchiere”, quella cioè di cuocere, a ogni vendemmia, una parte di mosto. Ottenuto il mosto cotto, cioè la “saba”, questa va riposta e decantata in botti  durante l'inverno, all'interno di un'affascinante Bottaia ottocentesca ben areata nella corte Muzzarella. In primavera inizia la fermentazione alcolica e poi l'ossidazione acetica.

    La “saba acetificata” inizia quindi il suo percorso di affinamento nella barricaia, dove sono presenti vecchie barriques provenienti da diversi tipi di legno, che conferiscono al prodotto finale i suoi profumi e ne armonizzano le caratteristiche organolettiche. Inizia dopo circa 20 anni il prelievo annuale e infine l'imbottigliamento del condimento alimentare, cui abbiamo scelto il nome di “Antico Condimento di Cristoforo da Messisbugo”, a ricordo dello “scalco” della corte estense.